IndiceCapitolo 3: universo macroscopico (V5.05)

I. Fenomeni e domande
Dove stiamo andando davvero? Le risposte classiche oscillano tra tre estremi: un «raffreddamento silenzioso» che accelera, una «grande lacerazione» che strappa tutto, oppure un «grande collasso» che fa marcia indietro. Queste letture dipendono da ipotesi globali — per esempio una «costante cosmologica» immutabile — e dicono poco su come agisca il mezzo, come le strutture chiudano la partita energetica e perché un esito debba prevalere.
Le osservazioni suggeriscono altro: le galassie si spengono, gli ammassi si fondono, i vuoti crescono, l’attività dei buchi neri sale e scende. Tutto ricorda un rilievo di tensione che si rilassa e si ridisegna lentamente. La domanda diventa: su tempi lunghissimi, come tensione, densità, fili di energia e mare di energia saldano il conto dell’energia strutturata?


II. Meccanismo: scrivere il futuro nel rilievo di tensione
Idea chiave: il futuro lontano non è una curva a un solo parametro tirata «da fuori», ma l’evoluzione lenta del rilievo di tensione. Se teniamo tre registri — inventario, alimentazione, scarico — la tendenza appare chiara.

  1. Inventario: il «conto di tensione» dell’energia strutturata
  1. Alimentazione: il «conto di afflusso» lungo i corridoi di tensione
  1. Scarico: il «conto di dissipazione» tramite riconnessione, getti e pacchetti d’onda

In equilibrio fra questi registri, il rilievo evolve secondo tre ritmi ampi:

A. Fissazione dello scheletro (orizzonte vicino–medio)

B. Incrudimento e sequestro (orizzonte lontano)


C. Trapelamento e ritorno al mare (orizzonte molto lontano)

Due volti limite, entrambi esiti naturali del rilievo di tensione

In entrambi i casi la catena causale è la stessa: l’inventario si alimenta, si sequestra e si scarica; alla fine, o si leviga, o si rinnova a macchie. Il futuro si scrive nella contabilità della tensione, senza invocare una costante esterna immutabile.


III. Analogia
Come un paesaggio planetario su ere: dapprima si sollevano catene (nodi) che catturano i flussi; poi i fiumi si colmano e le sorgenti si esauriscono. Alla fine, il terreno tende a una piattaforma (dissolvenza liscia) oppure nascono rilievi locali (rinnovo a mosaico).


IV. In parallelo con il racconto standard


V. In sintesi
Il futuro dell’universo è una lunga sequenza di auto–organizzazione, sequestro, trafilamento e ritorno al mare su un rilievo di tensione:

In conclusione, l’universo non è «tirato» verso un epilogo; regola i propri conti nel suo stesso mezzo e, secondo le regole della tensione, assesta lentamente la contabilità dell’energia.


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Info versione: Prima pubblicazione: 2025-11-11 | Versione corrente: v6.0+5.05